venerdì 5 agosto 2016

Come nasce un romanzo #1 L'idea

Qualche mese fa ho avuto il piacere di tenere un piccolo Workshop alla Biblioteca Civica di Banchette, dal titolo “Come nasce un romanzo”, che mi ha permesso di trasmettere la mia esperienza come scrittrice. È stato un incontro molto interessante, ricco di spunti, per questo ho deciso di condividerlo con voi  tramite una serie di appuntamenti sul blog.



#1 L’idea


«Ma come ti è venuta in mente in questa idea?»
«Ho deciso di scrivere un libro, cosa devo fare?»
«Ho una buona idea per un romanzo, ma non so da che parte cominciare!»

Queste sono le domande che mi pongono le persone, dopo aver scoperto di parlare con un’autrice. All’inizio, lo ammetto, rimanevo molto spiazzata. Sembrano quesiti semplici, ma in realtà non è affatto così facile rispondere.
Cerchiamo quindi di fare un po’ d’ordine.
Il problema principale degli aspiranti srcittori è sostanzialmente questo: la maggior parte delle persone, quando decide di approcciarsi a una storia o alla scrittura, parte sempre dal prodotto finito. In testa si prefigura già il libro stampato, lo scaffale della libreria, le pagine fruscianti, la storia nel suo complesso. E finisce per spaventarsi.

In realtà, nella maggior parte dei casi, non si decide a tavolino che cosa scrivere. Semplicemente si inizia a inseguire uno stralcio di storia, un’idea sfocata…

La prima fase, quella fatta di fogli svolazzanti e nottate davanti a uno schermo illuminato, è spesso dettata dal semplice istinto. Soprattutto se stiamo parlando di una prima opera.
Non c’è nulla di studiato, di deciso… ci si lascia andare.
In buona sostanza, è la storia che decide di essere scritta, non il contrario.
Il consiglio è quindi quello di non pensare, di non programmare nulla. Lasciate perdere la pubblicazione, i lettori, gli editori, amazon, il self, la promozione, il cartaceo. Cancellate tutto, sono tutte questioni che arrivano dopo.
Tutto ciò che dovete fare, nel momento in cui sentite di dover scrivere, è seguire il vostro istinto più profondo.

Un viaggio non semplice: si tratta di scendere nelle viscere del proprio inconscio e di scavare tra gli strati di esperienze, conoscenti, delusioni e aspettative che si sono sedimentate dentro di voi nel corso degli anni. Questo non vuol dire che andrete a scrivere storie autobiografiche, tutt'altro. Con ogni probabilità, racconterete di luoghi lontani, di lavori e persone del tutto distanti dalla vostra vita, persino di epoche diverse e di mondi fantastici.
Le storie sono tutte  nel bagaglio che vi portate nel cuore. Non avete idea di quanti spunti nascano ogni giorno dentro di voi per poi starsene lì, quieti, ad aspettare nel silenzio
E un giorno salteranno fuori, magari per merito di una canzone, di un film o di un libro. Forse sarà una forte delusione o un dolore inaspettato, meglio ancora una gioia, una svolta.
Non importa come, ma in un modo o nell’altro state sicuri che accadrà. Scatterà la scintilla, e sentirete il bisogno irrefrenabile di tramutarla in parole.
Non riuscirete a fermarvi e non potrete resistere.

La storia prenderà forma, i volti sfocati diventeranno persone con un nome e un cognome, un passato, una voce. Avranno sentimenti, prenderanno decisioni e voi sarete  spettatori e al contempo creatori di un nuovo mondo.
Molti però potranno obbiettare che  è molto più semplice dirlo che farlo.
In effetti, questa è una fase molto delicata, l’ispirazione può essere  forte ma per trasformarla bisogna concentrarsi, divenirne parte.
Come?

Un consiglio è quello di creare schizzi a penna, magari su un quaderno. Appuntate tutto ciò che avete in mente, l’ambientazione, i luoghi, i personaggi, le scene che per prime vi sono comparse nella testa.
Poi decidete un dettaglio, partite da cose semplici, molto basilari. Avete in mente un personaggio? Bene, iniziate a farlo muovere. 

Dove si trova?
Come è vestito?
Cosa fa?
Con chi parla?
C’è il sole? Piove?

Rispondete a queste domande e iniziate a tramutarle in una scena. Vedrete che prenderete dimestichezza, supererete il blocco iniziale e la storia, piano piano, salterà fuori.
Molto bene, ci siete riusciti. Avete iniziato a buttare giù la vostro idea.
E poi… 

Poi arriva il momento in cui andrete a rileggere e vi accorgerete che, si, insomma, la faccenda non è poi così semplice come sembrava all’inizio.
La trama s’ingarbuglia, i personaggi perdono vigore e finirete per ritrovarvi a fissare la tanto temuta pagina bianca lampeggiante al buio.
Avete tirato fuori la storia, ma è questo il momento in cui bisogna avere il coraggio di tramutarla in romanzo, con un inizio, una parte centrale e una fine, e uno sviluppo chiaro delle situazioni in grado di trasmettere ciò che abbiamo in mente.

Non preoccupatevi, se siete riusciti a scavare e a portare alla luce la vostra storia, riuscirete anche nell’impresa di darle una struttura.
Come farlo?
Lo scopriremo insieme. Rimanete sintonizzati!

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