martedì 26 maggio 2015

La Taverna degli Autori - La chiave d'oro - di Regina Pozzati.

Oggi, per la rubrica "La Taverna degli Autori", ospito Regina Pozzati che presenta il suo romanzo La Chiave d'oro.

Sinossi. Mar Mediterraneo, 1314
Quando il crudele capitano Croix assalta la maestosa Arcadia, l'ultima cosa che si aspetta è di trovare la sua stiva vuota. La famiglia a cui appartiene, quella dei Chillemi, è infatti una delle più ricche e prestigiose di Roma. Sarà l'intuito a guidarlo verso il segreto che nasconde e che accomuna due individui all'apparenza inconciliabili.
L'amuleto al collo della giovane Evelina, figlia dell'uomo a cui è stato dato l'incarico di ripulire le acque del Mediterraneo dai pirati, è infatti perfettamente identico ad uno che Croix ha già visto addosso al capitano di una nave da guerra francese. Un uomo, le cui ultime parole sono state "Je n’ai pas parlé".

Non ho parlato.












L'autrice. Regina Pozzati nasce a Bologna, città che ama immensamente. Sogna storie sin da quando è bambina, accompagnata dalla magia di suo padre, illusionista per passione, e dalle letture che hanno riempito le sue giornate. Coltiva l’amore per la scrittura con la stessa caparbietà con cui conduce la propria vita. Ama finire le cose che inizia e adora le sfide.
Si trasferisce a Milano il giorno stesso in cui si laurea, per amore e contro al volere della propria famiglia. Riversa tutta se stessa in quello che scrive, fondendo insieme generi diversi e dando vita a personaggi marcati, capaci di essere amati e odiati con la medesima intensità.

L'intervista. Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Ciao Stefania, innanzitutto grazie di avermi ospitato, mi fa sempre piacere ricevere l’attenzione di una scrittrice come te, che peraltro ho già avuto modo di leggere e apprezzare!
L’idea de “La Chiave d’Oro” è nata esattamente nei luoghi in cui si svolge, ovvero durante una crociera nel Mar Mediterraneo. Purtroppo si trattava di un impegno di lavoro e così, complice il tono monocorde di un oratore particolarmente insulso, per vivacizzare la giornata mi sono voltata verso il mare e ho lasciato la mente libera di viaggiare nello spazio e nel tempo…
Il mio amore per i pirati ha fatto il resto e dove non è arrivata la fantasia, è arrivata la realtà. In quell’occasione, infatti, ho avuto la fortuna di vedere dal vivo alcuni dei luoghi che ho successivamente inserito nel romanzo.

Si tratta di una saga o di un romanzo autoconclusivo. Hai in progetto un sequel/prequel o uno spin-off su questa storia?

“La Chiave d’Oro” nasce come romanzo autoconclusivo. In seguito alla sua pubblicazione, e su richiesta di alcune lettrici, mi sono decisa a scrivere anche due spin-off: uno ambientato prima della storia vera e propria e uno collocato qualche mese dopo.
Per scelta ho reso “L’Assassino”, il racconto che precede le vicende del romanzo, scaricabile gratuitamente in tutti gli store, mentre “La Vendetta di Eva”, che contiene alcuni elementi che avrebbero potuto guastare la lettura de “La Chiave d’Oro”, si può trovare unicamente sul mio sito.

Quali sono i personaggi che ami di più della tua storia?

Chiedere a uno scrittore quale personaggio ama di più, è come chiedere a una madre quale figlio preferisce! Ovviamente non posso risponderti, ma posso dirti che mi sento particolarmente legata alla protagonista, Evelina Chillemi, perché abbiamo fatto entrambe un percorso difficile e siamo state entrambe chiamate a scegliere tra la sicurezza della famiglia in cui siamo cresciute ed il cuore.

Che cosa troveremo nel romanzo?

Ho cominciato a scrivere perché non riuscivo a trovare nei libri quello che cercavo. Amo le storie capaci di mischiare insieme diversi elementi: mistero, amore, avventura, intrighi... “La Chiave d’Oro”, difatti, è un insieme di tante cose.
Chi la leggerà troverà sicuramente una bella storia d’amore, ma troverà anche battaglie per mare, segreti, tradimenti e persino inganni. Mi piace pensare che chi la leggerà troverà sicuramente qualcosa capace di colpirlo, fosse anche soltanto per le ambientazioni o per le sensazioni che mi sono sforzata di far vedere e sentire al lettore sin dal principio.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere quest’opera?

Ho cominciato a scrivere “La Chiave d’Oro” nel maggio del 2006. Ricordo di averla finita quell’anno, ma allora la storia era abbastanza diversa dalla sua versione attuale. Nel 2012 ho rivisto completamente incipit, stile e parte della trama. L’ho pubblicata su un sito si scrittura amatoriale. È stato allora che i lettori mi hanno proposto di presentarla a qualche editore e che è nato il mio desiderio di condividerla in maniera ancora più ampia.
Nel 2014 mi sono dedicata seriamente all’editing, ho ricontrollato i dettagli storici e nel gennaio del 2015 l’ho pubblicata in autonomia. Con il senno di poi è stato un percorso lungo, che però ripeterei mille volte ancora perché mi ha permesso di entrare in contatto diretto con tanti lettori che amano le mie stesse letture e che in questo modo hanno avuto modo di conoscermi e apprezzarmi.

Come mai hai deciso di auto pubblicare quest’opera? Quali sono le difficoltà e i pregi di questa scelta?

Non sono una persona particolarmente paziente. I tempi di risposta editoriali non fanno per me, inoltre amo curare personalmente tutto quello che faccio e così, complici alcune lettrici – a loro volta autrici oltre che amiche – che mi hanno consigliato l’auto pubblicazione ho optato per questa scelta.
Nel self ho trovato la libertà che cercavo di esprimermi senza dover rendere conto al mercato, ma ho trovato anche diverse responsabilità come quella di occuparmi di tutto e di offrire al lettore un prodotto all’altezza delle aspettative. Mi sono divertita a realizzare i book-trailer, i teaser e a collaborare con mio marito per la creazione della copertina (realizzando così anche il suo sogno di grafico).
Mi sono impegnata con tutta me stessa, togliendo anche tempo alla mia famiglia, e sono fiera di potere affermare che ad oggi non me ne sono pentita, ma che anzi mi sento ancora più incentivata a continuare questa esperienza e a rivedere e pubblicare tutti i libri che ho nel fantomatico “cassetto”.

Cosa ti ha spinto a cimentarti nell’impresa di scrivere un romanzo storico? Come mai hai scelto proprio quest’epoca e quali sono gli altri contesti storici che ami e di cui vorresti scrivere?

Amo da sempre perdermi in tempi e mondi lontani. Lo faccio quando scrivo fantasy e anche quando scrivo storici. Non amo un periodo piuttosto che un altro. Quando arriva quell’idea di cui ti innamori e che ti tormenta persino la notte non puoi fare a meno di inseguirla e tradurla in parole. Per me è sempre stato così, semplicemente.
Mi rendo conto che l’epoca che ho scelto è insolita. La pirateria vera e propria vedrà il suo massimo splendore qualche secolo più tardi, però c’è un motivo per tutto e agli inizi del ‘300, in effetti, le incursioni nei mari sono aumentate esponenzialmente a causa di un accadimento storico che ho voluto riprendere nel libro, ma di cui ora preferisco non anticipare nulla per non rovinare la lettura.
In questo momento, comunque, sto lavorando su un periodo completamente diverso per la mia prossima opera: ci troviamo all’epoca delle conquiste vichinghe, tra ghiacci, rune, violenze e dei arcani.

Quali sono gli aspetti del tuo romanzo che ami di più e che vorresti far arrivare al cuore dei tuoi lettori?

Più scrivo, più mi rendo conto che c’è un aspetto ricorrente nei miei scritti, ovvero la ricerca della libertà. Sono sempre stata una persona forte e indipendente, capace di prendere decisioni anche difficili.
Quando scrivo, lo faccio con la speranza di poter trasmettere agli altri questa forza ed il messaggio che anche se viviamo in un mondo molto difficile, non occorre smettere di sognare.

Parlaci un po’ di te e delle altre tue opere.

Di me non c’è molto da dire, in realtà. Forse è più facile capirmi tra le righe di quello che scrivo che chiedermelo. Diciamo che nella vita vera lavoro con i numeri, tanti numeri, per questo appena posso mi piace lasciare la fantasia libera di viaggiare e perdermi in mille mondi diversi!
Le mie opere sono tutte frammenti della mia anima; specchi delle cose che amo. “La Chiave d’Oro” deriva dal mio amore per i pirati, “In una Parola”, che ho appena pubblicato, viene dal mio amore per l’Oriente e per il deserto. Al mio attivo ho una dozzina di libri degli argomenti più diversi (vampiri, spionaggio, fantascienza) ed amo ciascuno di loro in maniera diversa (un po’ come i miei personaggi).
Come ho avuto modo di  dire in questo momento sto revisionando un’opera a cui tengo moltissimo ambientata in epoca vichinga: “La Strega Rossa e lo Straniero”. La mia speranza è quella di poterla pubblicare entro l’estate, ma non so se ci riuscirò perché è una storia che merita di essere letta, a cui tengo moltissimo e che dona grandi emozioni a chi è disposto ad affrontarla.
Di sicuro non ho intenzione di annoiarmi…

Lasciaci assaggiare il tuo romanzo. Regalaci tre citazioni (quattro/cinque righe) tratte dalla tua opera.
Lo faccio molto volentieri, Stefania, ed oltre a questo ti ringrazio per avermi concesso il tuo spazio e il tuo tempo.

Tratto da “L’Assassino”, spin-off/prequel de “La Chiave d’Oro”
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Per un istante l’odore dei fiori di loto lo portò indietro nel tempo, ricordandogli che anche se due anni prima aveva scelto di solcare il mare a bordo di una nave pirata, la sua natura era molto più affine al sangue, che al sale. Strinse i pugni, ma non chiuse gli occhi. Davanti a lui una falce di luna illuminava il deserto del Negev ed oltre ad esso luoghi che conosceva fin troppo bene, destinati a ricordargli sempre che in un tempo non troppo distante era stato anche assassino.

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Tratto da “La Chiave d’Oro”
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Restò immobile, in attesa, mentre l’odore della polvere da sparo penetrava dalle fessure del legno e la costringeva a filtrare l’aria con una mano.
«Cosa significa?» Domandò agitata
«Gli abbiamo dato un avvertimento. Se ci vogliono, devono sapere che dovranno combattere.»
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Un desiderio del tutto nuovo, inarrestabile e potente come la tempesta, le era esploso dentro, tanto da costringerla ad abbracciarsi il corpo con le mani nel tentativo di arginarlo. Era come se Croix le avesse fatto un incantesimo e l’avesse costretta ad aprire gli occhi per la prima volta nella sua vita. Attraverso le scelte che aveva fatto – il mare, la libertà, il vento – le aveva mostrato un futuro diverso; l’aveva tentata al punto da farle accettare situazioni improponibili ed emozioni impronunciabili. Eve riaprì gli occhi. Voleva rivederlo, anzi, doveva rivederlo.

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