mercoledì 25 marzo 2015

#ioleggoilromanzostorico - Il solstizio di primavera: i riti antichi

Marzo è finalmente arrivato e con lui la tanto attesa primavera dopo il freddo dell'inverno. Nell'antichità il solstizio di primavera era il momento della rinascita, con la terra pronta di nuovo germogliare.

Ogni epoca e ogni popolo ha festaggiato questo grande momento di passaggio con riti diversi e tuttavia simili, ma andiamo con ordine:

Antichi Egizi:
“Cresce, io cresco; vive, io vivo”

è un verso tratto dal "Libro dei morti" che in questo caso festeggia il contonuo rigenerarsi della vita nelle stagioni. Secondo la mitologia egizia, infatti, la primavera era il momento il cui l'uovo cosmico, plasmato da Ptah, deposto sulle rive del Nilo si schiudeva facendo nascere Ra, il sole. La primavera era anche il momento in cui le lacrime di Iside, alla perenne ricerca del sua amato Osiride, si asciugavano, permettendo al Nilo di addolcire il suo corso.
Nei vari tempi si mettevano così in scena rappresentazioni del mito di Iside e Osiride che culminavano nel momento in cui dalle zolle della terra spuntavano i primi germogli.

Gli Ebrei:
Il popolo ebraico festeggiava Pesah, "Il passaggio, transito". Era il momento in cui si ricordava il volo dell'angelo che portò morte nelle case egizie, risparmiando le case degli ebrei marchiate con il sangue dell'agnello. Il Pesah, stava a ricordare l'intero travaglio del popolo che giungeva finalmente in una nuova terra che ruscì a far prosperare grazie alla sua fede.

I greci:
Questo era il momento in cui Demetra riabbracciava la figlia Persefone e Dioniso gioiva con loro. Si festeggiavano i fiori in onore delle divinità: mirto, grano in germogli ed edera erano al centro dei riti.

I romani:
Le divinità greche sopra mezionate si trasformavano in Cerere, Libera e Liber, e in onore di questa triade venivano celebrati riti che sfociavano nei Ludi Ceriales, duranti i quali venivano organizzati giochi e feste sfrenate.
I patrizi festeggiavano l'arrivo della primavare con i ludi Megalenses, in onore di Cibele e di Attis e con riti per celebrare il rinnovamento della natura.

I celti:
Queste popolazioni chiamavano il solstizio di primavera Oster o Easter (in inglese ancora oggi questo è il termine con cui viene chiamata la Pasqua), nome che derivava dalla dea Ostre o Eostre, la dea della primavera. Il bianco della luna, il rosso del sole e l'uovo erano al centro dei numerosi riti e sacrifici che venivano compiuti durante tutta la fase lunare del solstizio. In Britannia e Irlanda i druidi, nei tempi celtici, entravano nei cerchi di pietre, estraevano una spada sacra dal fodero, e tracciavano un cerco nel cielo a simboleggiare la rinascita del sole.




Nessun commento:

Posta un commento