mercoledì 26 giugno 2013

Storie di creatività - Marianna Garofalo - La taverna degli incontri

Buongiorno,





Oggi vi presento con molto piacere la scrittrice Marianna Garofalo. Una giovane donna, moglie e madre. Un'autrice energica e piena di fantasia e di progetti. Un talento vero, ho letto il suo romanzo “Eclissi di Luna” che vi consiglio vivamente e di cui molto presto farò la recensione.





Marianna Garofalo nasce a Napoli nel 1981. Ha vissuto a Milano i suoi primi sette anni per poi ritornare alla sua città d’origine, dove si è diplomata presso l’istituto Filippo Palizzi come maestra d’arti applicate con specializzazione in oreficeria ed arte dei metalli. Il disegno e la pittura sono da sempre due grandi passioni dalle quali nasce il suo lavoro di decoratrice d’interni, articoli da regalo e piccoli complementi d’arredo. La passione per la scrittura nasce quasi per caso, in tenerissima età, dal bisogno di appuntare le storie che quasi come un processo naturale si creano nella sua mente e necessitano di uscire in qualche modo, un processo che a tratti è “schiavitù” e la costringe a vivere talvolta divisa tra realtà ed immaginazione in un affascinante sdoppiamento, come essere in due o più luoghi contemporaneamente, come dover gestire immagini, sensazioni, situazioni, dialoghi paralleli, e per quanto sia estremamente difficile conciliare il tutto, lei considera tutto ciò un meraviglioso privilegio, come se le fosse stato concesso di vivere non una, ma numerose altre vite.
Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008: “L’angelo e la Sirena” con la Enrico Folci editore. Il suo sogno più grande è coinvolgere e trasportare nelle sue terre chiunque sia disposto a seguirla, sperando di riuscire a mostrare loro anche solo un piccolo pezzo di quelli che ama definire “mondi delle meraviglie”.
 




1) Come è nata la tua passione per la scrittura? 



La mia passione per la scrittura è nata nel momento in cui mi sono accorta che poteva essere un buon modo per far uscire le storie che mi nascevano in testa. C'era qualcosa dentro di me che vivevo solo io, e non so come definire, una sorta di strana dimensione in cui c'erano delle persone che vivevano la loro vita, separata dalla mia, ma dentro di me ... So che sembra pura follia, ma so anche che chi ha la mia stessa passione sa esattamente di cosa parlo. Non so quando è iniziata, ci sono sempre stati i "personaggi" con me, praticamente da quando ho la facoltà di ricordare, ma ho trovato questa strada quando avevo circa quindici anni. Prima di allora provavo a disegnarli, sentivo che volevano uscire, e ancora non escono completamente nella scrittura, ma è senz'altro la forma d'arte che più mi permette di farli "uscire" il più possibile.


2) Il momento migliore per scrivere durante la giornata?


Io amo scrivere di notte: è il momento in cui si resta soli con sè stessi nel silenzio e si può "ascoltare" bene e trascrivere. Ma il momento migliore credo che sia nel primo pomeriggio, non so perché, è quello in cui riesco ad essere più oggettiva, pratica, eliminare quello che non va e non perdermi nei "fuori traccia" che invece di notte vanno alla grande .


3) Come è nata l'idea di "Eclissi di Luna"?


"Eclissidi Luna" in realtà, pur essendo un romanzo a sé, è il seguito di un altro romanzo, in fase di pubblicazione con la casa editrice Linee Infinite. E' nato dall'esigenza di rendere protagonista uno dei personaggi che nel libro precedente, pur essendo sempre in scena, non gli dava secondo me la giusta visibilità. Volevo un libro che parlasse solo di lui e l'ho fatto.



3) Puoi descrivere il rapporto con i personaggi dei tuoi libri?


Dunque ... Da piccola erano i classici "amici immaginari", penso che tutti ne abbiano avuto almeno uno. Il problema si è posto nel momento in cui io crescevo, la mia vita si infittiva di amici, di interessi, di passioni, di pensieri, e loro erano sempre lì. Uno in particolare, Thomas, "Tommy", assorbito da uno dei personaggi dei miei romanzi quando ho iniziato a scrivere. Ho un pessimo rapporto con le donne dei miei libri, non me n'è mai stata simpatica una e mai sono riuscita a "crearne" una che mi andasse a genio al 100% ma ci sto lavorando. Dei protagonisti maschili invece ne sono letteralmente innamorata, in particolare del protagonista di "Eclissi di Luna". E' il mio prediletto perché è nato da solo, è arrivato nei miei libri senza aspettare il permesso, si è preso la scena, ha fatto quello che voleva anche se avevo intenzione di scrivere tutt'altro, non sente ragioni, lui è senza dubbio il più "vivo" ed è per questo che di lui riesco a scrivere con estrema facilità, lo "vedo" forte e chiaro. Il rapporto che ho con tutti loro è di estrema simbiosi. Sento tutto di loro, le voci, le sensazioni, i sentimenti, tutto, come se lo vivessi sulla mia pelle, ed è qualcosa di straordinario.


4) Quali sono i tuoi futuri progetti letterari?


Ho tanti di quei progetti che non so da dove cominciare! Vorrei riuscire a scrivere il seguito di "Eclissi di Luna", vorrei completare il fantasy che ho iniziato e che per il suo genere per me è una vera e propria sfida, ma più di ogni altra cosa vorrei dedicarmi ad un romanzo che sto scrivendo e che mi sta molto a cuore, ma che ahimè non è il genere che può appassionare un eventuale pubblico. Lo sto scrivendo per il puro piacere di farlo e spero di riuscire a terminarlo.


5) Cosa pensi guardando gli scaffali delle librerie, sei soddisfatta dei titoli che trovi in vendita?


Assolutamente no. Sarebbe bello trovarci i manoscritti a penna e a forma di cassetti.


6) Famiglia e scrittura. Come riesci a conciliare le due cose?



I miei non hanno mai accettato questa mia passione fino alla pubblicazione del mio primo libro. Quindi quando vivevo con loro ho sempre scritto di nascosto. Per loro c'era sempre qualcosa di più importante e più urgente che veniva prima di questo "inutile hobby".

Da sposata invece ho scoperto il piacere di poterlo fare liberamente e quando volevo. Non è stata certo la stessa cosa con l'arrivo dei bimbi. Scrivo molto di meno, è difficile trovare il tempo e quando ce l'ho sono troppo stanca per reggere dei buoni ritmi di scrittura. Tuttavia non ho mai smesso, anche se è molto faticoso cercare di conciliare il tutto.


7) la tua opinione sull'editoria italiana. Secondo te gli autori emergenti hanno più talento di quelli famosi che vengono continuamente pubblicizzati?



Sarò drastica ma secondo ma l'editoria in Italia non esiste affatto. Sarà che mi sono sempre lasciata affascinare da quei film in cui c'era il vecchio libraio o la bibliotecaria lì ad aspettare che qualcuno passasse per poter consigliare un bel libro. Sarà che mi darebbe un bel senso di sfida e motivazione se ci fosse ancora il sistema "invia il manoscritto e aspetta che qualcuno lo noti" . Qui non è così, qui le case editrici non rifiutano mai niente, qui pubblicano chiunque abbia soldi da investire. Nessuno ti dice realmente se il tuo libro vale qualcosa o meno, ci sono troppi editori, troppi autori. Le nostre case editrici più grandi non hanno altro interesse che il commercio, il libro non è strumento di cultura, ma oggetto commerciale. Ed ecco che troviamo intere vetrine dedicate a Totti, che con tutto il rispetto, facesse il calciatore, che almeno gli riesce bene! Troviamo il libro di Annamaria Franzoni, addirittura ho sentito da qualche parte che anche il capitano Schettino avrebbe scritto un libro. Per me siamo all'assurdo. E' per questo poi che chi veramente ama la lettura si dirige solo ed unicamente ai romanzi Americani, o stranieri in generale.



9) Il tuo rapporto con la musica: per te è fonte di ispirazione?

In passato lo era. Ora amo il silenzio. E' l'unico stato in cui riesco a scrivere, dev'esserci il silenzio assoluto.

Grazie per essere stata con noi, Marianna. A presto.


Fania

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