giovedì 18 aprile 2013

La Stella di Giada - I personaggi - Johnny Shiver





Mi chiamo Johnny Shiver e da dieci anni solo il capitano della Stella di Giada. So perfettamente quale idea avete tutti voi della vita da pirata: rum, donne, feste, libertà e tanto oro. Dimenticate le lunghe traversate in mare, le provviste che finiscono in fretta, gli arrembaggi che si portano via pezzi di corpo, il sole che ti brucia la pelle e il capestro che ti aspetta in ogni porto. Una fuga continua, destinata a concludersi nel sangue.
E allora perché ho deciso di fare questa vita? Questo vi state domandando, vero? Perché  solco i mari seminando distruzione, torturando le mie vittime, senza fermarmi un momento. Vorrei rispondervi, ma se lo facessi, vi svelerei tutta la storia del romanzo di cui sono protagonista. Posso solo dirvi che ho dimenticato il numero delle persone che ho ucciso, e quello della navi che ho saccheggiato. Nessuno della mia ciurma è stato mai catturato, i miei piani sono troppo elaborati e nessuno può realmente pensare di battermi. Jacobson mi insegue, ma gli scivolo sempre via dalle mani. Qualcuno mi chiama diavolo, e forse lo sono. Non riesco a provare nessun briciolo di pietà, quando qualcuno, sanguinante per le torture che gli ho inflitto, striscia ai miei piedi per chiedere di essere risparmiato. Non riesco a fermarmi, ho troppa sete di sangue.
Qualcuno  è convinto che io sia una specie di essere immortale e che la mia nave sia maledetta, in grado si solcare i mari per l’eternità.
Si sbagliano. Vi assicuro che sono fatto di carne e sangue come tutti voi, solo che mi sono strappato via il cuore e l’anima, gingilli inutili che portano solo guai.
Ora riesco a ridurre in ginocchio un nemico solo con uno sguardo.
Tremano tutti appena mi vedono.
Sventolo il mio jolly roger e navi tre volte meglio equipaggiate della mia, si arrendono.
Eppure devo confessarvi una cosa: alla fine, non è poi così semplice fare la parte del diavolo.

Fania

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